Le ricerche contenute in questo volume raccontano la storia del graduale processo di appropriazione dell’ ‘uomo illustre’ Bramante da parte di patrie a volte immaginarie, in fasi storiche di disgregazione e riaggregazione delle unità territoriali dell’ex ducato di Urbino: dalla crisi della successione di Francesco Maria II della Rovere a fine Cinquecento, al difficile snodo della devoluzione dei territori rovereschi voluta e realizzata da papa Urbano VIII Barberini, sino agli anni della costruzione dell’identità nazionale nell’Italia post unitaria. L'indagine censisce le iniziative artistiche e culturali sollecitate dal mito di Bramante nel suo territorio di origine, raccogliendo ed esaminando criticamente documenti e testimonianze in alcuni casi falsificati o creati ex post. Studi eruditi, pubblicazioni, composizioni musicali, dedicazioni, committenze artistiche e liturgie civiche hanno contribuito a rafforzare, soprattutto negli ultimi due secoli, l'identità delle "patrie bramantesche" e il senso di appartenenza alla Comunità dei propri cittadini. Il volume offre un contributo per quanto possibile innovativo agli studi bramanteschi, promuovendo la conoscenza delle origini del grande Architetto nel segno di un deciso superamento di ogni particolarismo municipale, che pure ha espresso nel passato una propria capacità propulsiva.