Felix è un uomo tutt'altro che ordinario, attratto dal mondo e dalla sua carnalità e, nel contempo, scosso da una profonda aspirazione spirituale. Questa inquietudine lo spinge a interrogarsi continuamente sul senso della vita e le sue relazioni affettive e sociali diventano occasioni di confronto con diverse visioni dell'esistenza. Nessuna esperienza sentimentale, nessun desiderio, tuttavia, possono colmare il suo vuoto interiore. Eppure Felix non riesce a rassegnarsi che la realtà sia quella che si vede e, dopo aver conosciuto l'estasi, mette la sua consapevolezza umana e cosmica al servizio di un'utopia. Non può rintanarsi nella preghiera, non può astrarsi dalla realtà, deve andare nel mondo senza essere del mondo. L'idea di una società migliore si trasforma in impegno politico, in una narrazione che oscilla nel tempo, quasi a vincerlo, verso un sempre perenne. Il sogno di Felix è un vortice che inghiotte e disperde tutto, specie l'esistenza di chi intercetta la sua: dal rivoluzionario Moreno al frate Luca, fino a Laura, che per dare la vita a un figlio interrompe la propria per nove mesi. Eppure l'utopia è oltre ogni progetto e la ricerca dell'uomo rischia di schiantarsi contro gli imperativi del mondo vero.