Tra sette segrete, maliarde di turno, fascisti e tanti nuovi personaggi, Corto è alla ricerca di un altro tesoro. Non C’è Rasputin ma un suo “parente”: il genio della lampada. Attenzione a Louise Brookszowyc, pettinata alla Valentina, che appare solo per una ventina di tavole ma che sarà poi riutilizzata da Pratt per la bellissima storia Tango. Mi colpisce maggiormente però la citazione alla Varsavia quasi che disegnando questa storia Pratt ne avesse già in mente un’altra, anch’essa ben corposa, da “girare” in Argentina. Che dire, mi sento un ignorante rispetto alla sua cultura visto con quanta facilità riesce a collegare mondi a noi lontani, storie così diverse, per riunire il tutto in una nuova avvincente avventura. Si sente la mancanza della bella introduzione che accompagna invece la versione a colori: non credo che la scelta di pubblicare in linea economica i fumetti di Pratt debba necessariamente sforbiciare una parte vitale per la comprensione dell’opera prattiana!