L'Eutidemo è uno degli ultimi dialoghi della giovinezza di Platone. Il filosofo vi mette in scena, con le tinte parodistiche della farsa, una critica impietosa del ramo meno nobile della dialettica antica: l'eristica, ossia l'arte sofistica di combattere pretestuosamente con i discorsi al solo fine di confutare in maniera ingannevole le argomentazioni degli avversari, senza riguardo per la verità. La nuova traduzione di Giovanni Reale esalta al sommo grado la raffinata ironia che percorre gran parte dell'Eutidemo, e fa emergere perspicuamente quei passi in cui per la prima volta Platone allude, seppure in maniera criptica, anche a teorie proprie, non più soltanto a dottrine socratiche.