Tra primi piani, piani americani, dissolvenze, l'autrice mette a confronto due paesaggi apparentemente contrastanti: quello del genovese Belvedere del Righi - dove si gode un panorama che ricorda l'infinito, dove si può scampagnare e che, a tratti, riporta alla mente i dipinti di Fragonard - e quello newyorkese del "the day after", fatto di paura, sgomento, di aria satura della polvere dei detriti, del cratere divoratore, di caccia cieca e spietata nel post 11 settembre 2001. Un paesaggio - urbano e umano - che resiste allo sguardo, ma che l'autrice, con abilità mimetica, non osserva, esperisce, perché la poesia (dice Iain McChrist) è l'unica espressione umana che riesce ad andare al di là delle parole. Silloge vincitrice della sezione inediti del Premio Nazionale Elio Pagliarani 2025, premio che ha lo scopo di promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta a cui è intitolato, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell'innovazione linguistica.