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giordano paolo - divorare il cielo

DIVORARE IL CIELO


5 stelle su 5 1 recensioni presenti


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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Einaudi

Pubblicazione: 05/2018





Descrizione

LE COPIE FIRMATE DA PAOLO GIORDANO SONO DISPONIBILI FINO A ESAURIMENTO SCORTE.

Paolo Giordano è uno degli scrittori più promettenti del nuovo panorama letterario nazionale. Non è uno scrittore particolarmente prolifico, segno che i suoi lavori sono il frutto di una grande riflessione e di una cura maniacale per i dettagli: dopo un esordio folgorante nel 2008, sancito dalla vittoria nel Premio Strega con La solitudine dei numeri primi, sono venuti Il corpo umano (2011, Mondadori) e Il nero e l'argento (2014, Einaudi). A quattro anni di distanza arriva adesso in libreria Divorare il cielo, un nuovo romanzo edito ancora una volta per Einaudi, che sembra avere un respiro diverso rispetto ai suoi precedenti lavori. Se prima il tema sembrava essere il senso di straniamento, di implosione delle vite umane davanti alla sostanziale distanza esistenziale di una coppia, o davanti alle vicende belliche e alla morte, adesso lo scrittore torinese (classe 1982) sembra ricercare una dimensione maggiormente spirituale, frutto delle sue ricerche attorno alla vita degli eremiti sul Monte Athos, all'impatto del mondo moderno sulle tradizioni secolari del Nepal, e, insieme, un afflato ribellistico, ben rappresentato dagli studi sulla lotta dei curdi contro il califfato nero dell'ISIS. Idealismo, sfortuna, amore, spiritualità, sono alcuni dei temi anche dei suoi due recenti drammi teatrali, Galois, incentrato sulla figura del matematico ribelle Évariste Galois, francese di Bourg-la-Reine, e Fine pena ora, in cui un giovanissimo ergastolano incontra un giudice che gli fa da mentore. E proprio il teatro, a detta di Giordano, è stata la chiave d'accesso al nuovo romanzo: una comunicazione semplice, diretta, nuda e emozionale, in cui "l'esattezza della teoria si sposa con la sua semplicità". I personaggi di Divorare il cielo saranno calati in un contesto concreto, ma attingeranno a piene mani a valori e concetti che afferiscono alla sfera dell'immaterialità. Per scrivere questo romanzo, Giordano ha cercato di scavare il suo stile di scrittura, in un'operazione quasi scultorea, togliendo materia dal costrutto linguistico, per arrivare a una nuova definizione sintattica, più scarna e diretta, capace di arrivare al mondo emozionale del lettore senza orpelli e sovrastrutture.




Trama

Le estati a Speziale per Teresa non passano mai. Giornate infinite a guardare la nonna che legge gialli e suo padre, lontano dall'ufficio e dalla moglie, che torna a essere misterioso e vitale come la Puglia in cui è nato. Poi un giorno li vede. Sono «quelli della masseria», molte leggende li accompagnano, vivono in una specie di comune, non vanno a scuola ma sanno moltissime cose. Credono in Dio, nella terra, nella reincarnazione. Tre fratelli ma non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, inestricabilmente legati l'uno all'altro, carichi di bramosia per quello che non hanno mai avuto. A poco a poco, per Teresa, quell'angolo di campagna diventa l'unico posto al mondo. Il posto in cui c'è Bern. Il loro è un amore estivo, eppure totale. Il desiderio li guida e li stravolge, il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. Perché Bern ha un'inquietudine che Teresa non conosce, un modo tutto suo di appropriarsi delle cose: deve inghiottirle intere. La campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni e quattro vite. I giorni passati insieme a coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto dell'universo.




Recensione Libraio

C’è una masseria in Puglia, terra arsa, un gelso, le olive, la polvere di tratturo. Qui Cesare e Floriana lavorano alla creazione di un ideale, l’utopia della vita naturale, la preghiera e la solitudine che purifica con la semplicità. Con loro tre ragazzi, tre “fratelli” che crescono insieme, Bern, Tommaso, Nicola. Condividono le prime ribellioni, la tensione tra la religione e la pulsione dell’adolescenza, la trasgressione, lo strappo dal padre.
Questi tre figli di un’astrazione sono una giovinezza alla ricerca di qualcosa in cui credere, Dio o la natura stessa. E, ribellandosi al padre hippie e un po’ fanatico, si ribellano a Dio con l’egoismo e l’indipendenza della loro giovane età, in cui tutto sembra possibile. La loro è una passione di onnipotenza, un’ambizione a superare ogni limite, a ignorare ogni convenzione, a divorare tutto, anche il cielo.
Esistiamo solo noi, I grandi egoisti. Non c’è nessun dio che possa odiarci. Teresa, che passa le vacanze nella casa della nonna lì’ accanto, li scopre, nudi di notte nella piscina, una violazione che segna un’amicizia, un amore che nasce acerbo e dura una vita, definisce il percorso delle loro esistenze.
La masseria è un luogo di santità e di violenza, dove i figli e i genitori si scontrano, in un equilibrio eternamente difficile, dove dio è una presenza ancestrale che riempie la terra, e che si respira all’ombra degli alberi. Lì si consumano amori e morti, si celebrano matrimoni e funerali. E nella masseria Teresa e Bern trasformano l’illusione in concretezza e le danno forma, un omaggio alla fertilità e al sogno.
Ma i rapporti tra anime portano spesso la nascita di desideri che sono inconciliabili, e covano il seme della caduta. Ogni unione tra gli esseri umani è un’unione di luce e di tenebra. Sposiamo la virtù e insieme il peccato.
È Caino, il figlio anarchico e peccatore, che deve scappare dalla terra madre e da lì parte, essere ramingo, alla ricerca di un naturale vero e assoluto, a costo di mettersi contro, a costo della vita. A volte bisogna andare oltre quello che uno ritiene giusto per raggiungere un obiettivo più alto. L’illusione della purezza di una natura dove l’uomo non è arrivato a contaminare e distruggere porta a tappe sempre più in profondità, fino a un utero di ghiaccio che accoglie nelle viscere della terra.
Divorare il cielo è un racconto di giovinezza e d’amore complesso di grande intensità e commozione, un’opera di maturità, pervasa di religiosità e di un’umanità dolente nella sua ricerca di qualcosa, un dio che guidi, un’ideologia da sposare o un cuore appassionato che cresca con radici vicine alle proprie.

Recensione di Francesca Cingoli



Note Editore

"Nella vita poteva accadere anche questo, che dentro le persone nascessero dei desideri inconciliabili. Non era giusto, ma non si poteva evitarlo, ed era successo a noi."

Paolo Giordano, vincitore del Premio Strega 2008, torna con un nuovo romanzo intitolato Divorare il cielo. Il libro uscirà a maggio per Einaudi e avrà come protagonisti Teresa e Bern, a cavallo tra l'atmosfera del nuovo e un tuffo nel passato. Troviamo un racconto di giovinezza tra le pagine di questo romanzo arrivato dopo quattro anni di silenzio da parte dell'autore.
Divorare il cielo è la storia di tre "fratelli" in una masseria pugliese "divisi tra il radicamento alla terra e l'ambizione di prendersi tutto, anche il cielo". Una ragazza si innamorerà di uno di loro, del ragazzo che più degli altri ha dentro di sé un'idea forte in cui credere. E la domanda centrale del romanzo è proprio questa: come fa ognuno di noi a scegliere in che cosa credere? Un quesito quanto mai attuale in una società in cui la possibilità di "cose" in cui credere è ampia ma anche molto flebile.
A dieci anni dal successo de La solitudine dei numeri primi, l'autore torna a parlare della giovinezza seguita dall'azzardo di diventare adulti. L'amicizia fra maschi, la ribellione a Dio e ai padri, il desiderio e la rivalità: Divorare il cielo è un grande romanzo sul bisogno di ognuno di trasgredire, continuando però ad appartenere a qualcosa. Al centro troviamo una generazione piena di vita che non si riconosce in niente... Ragazzi protesi verso il futuro, ma con un piede ancora nel vecchio millennio.




Prefazione

Li vidi bagnarsi in piscina, di notte. Erano in tre ed erano molto giovani, poco più che bambini, come allora ero anch'io.
A Speziale il mio sonno era interrotto di continuo da rumori nuovi: il fruscio dell'impianto di irrigazione, i gatti selvatici che si azzuffavano nel prato, un uccello che produceva lo stesso suono all'infinito. Nelle prime estati dalla nonna mi sembrava quasi di non dormire mai. Dal letto dov'ero sdraiata, guardavo gli oggetti della stanza allontanarsi e avvicinarsi, come se la casa intera avesse un respiro.
Quella notte sentii dei rumori in cortile, ma non mi alzai subito, a volte l'uomo della vigilanza arrivava fino all'ingresso per lasciare un biglietto incastrato nella porta. Ma poi ci furono i bisbigli e le risate trattenute. Allora mi decisi a muovermi...
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"Tornai alla masseria di corsa. La sbarra d'ingresso era aperta. Ripercorrere il tratturo fino alla casa fu come sprofondare con il corpo dentro un ricordo d'infanzia, un ricordo che era rimasto lì tutto intero ad aspettarmi. Riconoscevo ogni cosa, ogni albero, ogni crepa di ogni singolo sasso.
Scorsi Bern seduto sotto il pergolato, insieme ad altri. Ebbi un'ultima esitazione perché neanche allora, vedendomi, mi incoraggiò a raggiungerlo. Ma poco dopo ero lì con loro. Bern e io, Tommaso e Corinne, Danco e Giuliana: le persone con le quali avrei diviso gli anni successivi della mia vita, i migliori in assoluto, e il preludio inconsapevole dei peggiori."




Autore

Paolo Giordano è nato a Torino nel 1982. Il padre, Bruno, è un ginecologo, mentre la madre, Iside, è insegnante d'inglese. Diplomatosi al liceo scientifico Gino Segré di Torino, si è iscritto in Fisica all'Università degli Studi di Torino, dove ha conseguito la laurea nell'anno accademico 2005-2006. La sua tesi in "fisica delle interazioni fondamentali" è stata premiata tra le migliori, ponendolo nelle condizioni di vincere una borsa di studio per frequentare il dottorato di ricerca in fisica delle particelle, presso la Scuola di dottorato in Scienza e alta tecnologia del medesimo ateneo. Ha conseguito il dottorato di ricerca in fisica teorica nel 2010. Ha esordito come romanziere con il romanzo La solitudine dei numeri primi nel gennaio 2008, vincendo con quest'opera il Premio Strega e risultando il libro più venduto in Italia nel 2008, con oltre un milione di copie acquistate. Nel 2010 è stato tratto un film dal libro bestseller. Ha pubblicato anche: Il corpo umano, Il nero e l'argento.










Altre Informazioni

ISBN:

9788806222277

Condizione: Nuovo
Collana: SUPERCORALLI
Dimensioni: 223 x 30 x 141 mm
Formato: Rilegato
Pagine Arabe: 430





I vostri commenti al Libro

1 recensioni presenti.

29/06/2018 Di anna.trabucco
5 stelle su 5

Bellissimo romanzo sulla formazione dei giovani



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