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horia vintila - dio e' nato in esilio
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DIO E' NATO IN ESILIO




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Castelvecchi

Pubblicazione: 01/2015





Trama

Esiliato da Augusto ai confini orientali del nascente Impero Romano, sull'attuale Mar Nero, Publio Ovidio Nasone affida la propria amarezza alle pagine di un diario. Le Metamorfosi, il suo capolavoro, hanno lasciato un vuoto nella coscienza, e gli dèi sembrano aver abbandonato il mondo. Ma proprio qui, nella terra dei Geti, il poeta coglie i primi bagliori di un nuovo culto e prepara il suo spirito a un ultimo, imprevisto cambiamento. Attraverso la figura di Ovidio - diviso tra la disillusione e il sarcasmo, il desiderio e la poesia - Vintila Horia tenta di elaborare l'angoscia dell'esilio a cui lo aveva costretto il regime comunista in Romania. L'intreccio di esperienza personale e dimensione letteraria rendono "Dio è nato in esilio" un'opera in cui la scrittura diventa testimonianza, il lirismo denuncia politica e la singolarità di un'esistenza storica assume un significato universale. Nel 1960 il libro vinse il Premio Goncourt, che Horia rifiutò in seguito a una campagna denigratoria orchestrata contro di lui dal governo romeno.




Note Editore

Nel diario immaginario del poeta latino Ovidio rivive l'esperienza dell'esilio in tutta la sua drammatica universalità. Il romanzo più intimo e coinvolgente di uno dei maggiori scrittori romeni del Novecento.

In questa formidabile prova narrativa, Horia racconta la nascita della mitologia latina per opera del poeta Publio Ovidio Nasone, esiliato da Augusto nella terra dei Geti, sul Ponto Eusino, l'attuale Mar Nero. È qui, ai confini orientali del nascente Impero Romano, che Ovidio crea un universo mitico-religioso, espresso nei capolavori delle Metamorfosi, dei Fasti, nelle vicende di Cadmo e Armonia, Amore e Psiche, in cui l'eredità greca assume nuova forma e diviene immortale. Attraverso la figura di Ovidio e la sua condizione di esiliato, Horia elabora la propria pena, il terrore e l'angoscia dell'esilio che hanno permeato la sua vita dopo il dissidio con la Romania comunista. L'intreccio di esperienza personale e dimensione letteraria rendono Dio è nato in esilio un'opera in cui la narrazione diventa testimonianza, il lirismo esprime la denuncia politica e la singolarità di un'esistenza storica assume un significato universale. Il libro vinse nel 1960 il prestigioso premio Goncourt, che Horia rifiutò in seguito a una campagna denigratoria scatenata nei suoi confronti dagli ambienti comunisti sia francesi che europei.




Prefazione

«"Non hai paura di parlare così dei nostri dèi?". Ricordo perfettamente le parole che mi sfuggirono. "Paura di che? Se gli dèi non esistono". Mio fratello mi guardò in silenzio, poi il viso gli si arrossò come se fosse stato schiaffeggiato, e gridò: "Non è vero, non è vero". […] Più tardi, a Roma, ci siamo inseriti nel ritmo della vita degli altri, ci siamo abituati a credere, se non agli dèi, almeno all'atteggiamento degli uomini verso di loro. Altrimenti, ci sarebbe stato impossibile vivere, fare carriera, avere successo, fare l'amore con una donna onesta o con una puttana"»

«È stato solo grazie al romanzo di Vintila?Horia che Ovidio è approdato alla modernità con tutto il suo carico di straziante, dolcissima umanità» Lidia Sella




Autore

VINTILA HORIA (Segarcea, 1915 – Collado Villalba, 1992) Pseudonimo di Vintila Caftangioglu, dopo gli studi in Giurisprudenza e Lettere, dal 1936 collabora alla rivista «Gândirea», diretta dal filosofo Nichifor Crainic. Nel 1940 diventa addetto stampa dell'Ambasciata romena in Italia e dal 1942 al 1944 ricopre la stessa funzione a Vienna. Arrestato in seguito al passaggio della Romania all'Unione Sovietica, alla fine della guerra si trasferisce in Italia, dove stringe una salda amicizia con Giovanni Papini. Nel 1946, il Tribunale del Popolo di Bucarest lo condanna in contumacia ai lavori forzati, con l'accusa di collaborazionismo con la politica filo-tedesca del governo di Ion Antonescu. Inizia la sua lunga vita da esiliato, prima in Argentina, poi in Francia e infine in Spagna, dove insegna Letteratura universale e comparata all'Universidad Complutense di Madrid. Autore di romanzi, poesie, saggi e traduzioni, tra le sue opere maggiori, oltre a Dio è nato in esilio, sono da ricordare Il cavaliere della rassegnazione (1961) e La settima lettera (1965).










Altre Informazioni

ISBN:

9788869440182

Condizione: Nuovo
Collana: NARRATIVA'
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 235
Traduttore: Monaco M.


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