Immaginate di commettere un delitto. Quante sono le persone che vorreste uccidere? Molte, moltissime - a parole. Ma se doveste farlo davvero? A quante si ridurrebbero? Una, due... forse tre, se avete davvero l'istinto dell'assassino. Bene - anzi, male, a dire il vero - ma ormai siete decisi. Riflettete a lungo, scegliete l'arma, individuate il momento giusto, costruite un alibi. Ripassate il piano finché ogni dettaglio combacia. Errori? Nessuno. Imprevisti? Previsti. Rischi? Azzerati. Siete, come si dice, in una botte di ferro. E così entrate in azione. Il delitto perfetto. Ma quella scatola d'argento sulla scrivania l'avete notata? E quel vetro, che con quella luce riflette come uno specchio? E davvero era impossibile che qualcuno confezionasse un pacchetto così maldestramente da lasciar cadere a terra un velo impalpabile di talco? E quel granello di terriccio - proprio lì doveva finire? Perfetto, dicevamo? No. Quasi perfetto. E, come dimostrano gli otto racconti di questa antologia, "quasi" non basta. Pensateci.