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nemirovsky irene - david golder
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DAVID GOLDER


4 stelle su 5 1 recensioni presenti


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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Adelphi

Pubblicazione: 05/2006





Trama

Irène Némirovsky non soltanto racconta la parabola del potentissimo banchiere ebreo il quale, malato, caduto in rovina e abbandonato da tutti, si lancia in un'estrema avventura che gli permetterà forse di ridiventare ricco, ma tratteggia senza indulgenza il mondo frivolo, scintillante e fasullo dei nuovi ricchi che svernano a Biarritz, il loro patetico snobismo, le loro case arredate con sfarzo pacchiano, i loro scalcagnati gigolo che ostentano blasoni più che offuscati. Per gusto della sfida, per noia e per amore di una figlia che forse non è neppure sua, il vecchio giocatore cinico e disincantato si metterà in viaggio ancora una volta - e sarà l'ultima.










Altre Informazioni

ISBN:

9788845920523

Condizione: Nuovo
Collana: BIBLIOTECA ADELPHI
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 180
Traduttore: Belardetti M.





I vostri commenti al Libro

1 recensioni presenti.

17/07/2006 Di marinella.doriguzzi
4 stelle su 5

Guardando le copertine dei libri di Irène N émirovsky si viene subito catturati da quei due accenti così prossimi e così divaricati ,come mani di preghiere inesaudite,letterariamente e simbolicamente presaghi di dicotomie ,opposizioni,scarti.E dalla concisione meditata dei titoli ,in cui tutto in qualche modo è già racchiuso e illustrato.E dalla ineluttabilità del suo destino,affrontato fermamente nella sua ostinata e stolida irrimediabilità.Tematiche annunciate sin dall’inizio in David Golder,nome ebraico,cognome che deborda d’oro,percorso di vita inizialmente improbabile ma in seguito linearmente imboccato,come un sacrificio di poco procrastinabile.E intorno all’uomo d’affari venuto dal niente,la devastazione degli interessi a scapito degli affetti sullo sfondo miserabile e sontuoso di una Costa atlantica dove monde e démi monde non sono più separati ,ma declinati secondo le categorie del’avere e dell’apparire.Parte da lontano Irène: Proust,Henry James,Edith Wharton e attraversa la letteratura contemporanea -li avrà letti?armata di una straordinaria precocità ,non diversamente dal Fitzgerald del grande Gatsby-quasi stessa data di edizione- o dall’Evelin Waugh di Una manciata di polvere.Nel suo modo di scrivere un substrato di intelligenza,cultura, cosmopolitismo apparentabile a quello di Nabokov-con particolare riferimento alla Vera vita di Sebastian Knight comparso poco prima che lei morisse-.E su tutti,lo straordinario maestro su cui non a caso scriverà un libro,il Tolstoi della morte di Ivan Ilic.Identici i percorsi dei due protagonisti,identica la loro reazione,identica l’indifferenza impaziente e disseccata dell’entourage,identica la loro fine,con quella strettoia obbligata satura di buio e simile ad un rantolo. Che in Tolstoi prelude alla luce e in Irene termina con un nome proprio mormorato,unico accenno di affettività in una vita senza Gerasim,e quindi senza riscatti.Eppure,nonostante questa folla di richiami e di suggestioni,la voce è vigorosa,sicura,pe



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