Mario Cresci (Chiavari, 1942) inizia le sue sperimentazioni fotografiche negli anni Sessanta e a partire da questo periodo è autore di opere eclettiche che nascono da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, l'esperienza video, le installazioni. Tra i primi in Italia della sua generazione, applica la cultura del progetto e la coniuga a una sperimentazione sui linguaggi visivi, attribuendo alla funzione del mezzo fotografico una valenza opposta a quella di conferma di veridicità del reale.