Il 19 maggio 1798 Napoleone salpò da Tolone con trentottomila uomini e quattrocento navi alla conquista dell'Egitto. Imbarcò anche ingegneri, geografi, architetti, disegnatori, chimici, naturalisti, geologi, poeti, musicisti e pittori, in tutto centosessantasette savants, secondo la lista ufficiale. Sulle rive del Nilo, dove l'accampamento francese si attesta, li attende una ricca popolazione di animali imprevedibili ed estremamente pericolosi. Si confrontano due mondi diversi e paralleli: da una parte l'esercito e la schiera di intellettuali al seguito del futuro imperatore, dall'altra i legittimi abitanti dell'immenso delta, coccodrilli, ippopotami, zanzare, sanguisughe, che s'intromettono a modo loro in un'impresa di gloria e smarrimento. Una narrazione con sviluppi e intrecci sorprendenti che fonde immaginazione, storia e riflessione ecologica. "In quella vasta regione che, nel suo ultimo tratto, il Nilo feconda con piene stagionali, si affacciava alla sfida della sopravvivenza una nuova generazione di coccodrilli, ognuno dei quali aspirava a essere considerato come il cacciatore più abile e feroce. L'arrivo dei francesi aveva eccitato la fantasia dei giovani rettili, i cui discorsi e vanterie vertevano quasi sempre sulla cattura di questo o quel componente dell'armata. Erano soliti spararle grosse e, a dar retta a loro, l'esercito di Bonaparte sarebbe stato ben presto ridotto al lumicino".