«La curiosità uccise il gatto» recita un vecchio proverbio inglese. Ma quasi nessuno ricorda la seconda parte: «e la soddisfazione di averci provato lo riportò in vita.» Perché è proprio grazie a questa dote che si coltiva il pensiero laterale (come Lee Miller, che applicò la sua esperienza nella moda e nel design ai reportage di guerra), si rompe con la tradizione (come i Beatles, che resero la sperimentazione un atto di libertà), si sviluppano nuove idee e capolavori che diventeranno fondativi (come Il Signore degli Anelli). Il formatore e divulgatore Giulio Xhaët studia per la prima volta in modo sistematico e interdisciplinare questa pulsione: che cos'è, da dove nasce, come si manifesta, perché ci è utile e soprattutto come nutrirla in età adulta (quando più ne avremmo bisogno). Pagina dopo pagina, si addentra nei quattro territori della curiosità - esploratrice, guaritrice, indagatrice e imprenditrice -, ci fa scoprire quale tipologia ci appartiene di più (grazie a un semplice CuriosiTest) e come farla nostra affinché diventi un personal trainer per la mente, le emozioni e la crescita personale e professionale. Intrecciando psicologia sociale e neuroscienze, interviste e storie di curiosi d'eccellenza, il libro ci guida nella comprensione profonda di questa attitudine così squisitamente umana, che può aiutarci in qualsiasi periodo della vita - perché, come ricorda l'autore, è la curiosità che ci tiene vivi, ci salva dal cinismo e ci riconsegna alla meraviglia.