Chi scrive, produce, vende, legge e fa leggere libri oggi si pone mille domande: l'accelerazione tecnologica sta rendendo obsoleto il libro di carta? Uccide l'idea stessa di libro? E cosa accade nella scuola? Ad esempio, bisogna far acquistare alla propria scuola un tablet per ogni alunno? Le discussioni sono concitate, intervengono ministri affrettati e coloni digitali zelanti pronti a sostenere qualsiasi novit? tecnologica. Fioccano le immagini di una nuova generazione a suo agio con lo schermo tattile e l'indice sfiorante, che se pur sar? refrattaria alla lettura avrebbe nuove competenze digitali, tra le quali la capacit? di navigare distribuendo l'attenzione su molti schermi. Questo libro sostiene alcune tesi controverse (ma anche di buon senso): che i cosiddetti nativi digitali non esistono e che se veramente esistessero la scuola farebbe meglio ad aiutarli a guardare fuori degli schermi; che non c'? un sostituto elettronico dell'insegnante; e soprattutto che il libro di carta sar? pure a rischio commerciale a causa del suo cugino elettronico, ma ? assolutamente insostituibile dal punto di vista cognitivo, perch? protegge e non aggredisce la nostra risorsa mentale pi? preziosa: l'attenzione.