Scritto tra il 1914 e il 1918, nel pieno della Prima guerra mondiale, le Considerazioni di un impolitico rappresentano l'opera più controversa e inquieta di Thomas Mann. In queste pagine, l'autore abbandona ogni distanza ironica per confrontarsi, con lucidità e tormento, con il destino della cultura tedesca e dell'Europa intera. Nato come pamphlet a difesa della "Germania spirituale" contro i valori della democrazia occidentale e le posizioni progressiste del fratello Heinrich, il libro diventa presto molto più di una polemica: è un'autobiografia intellettuale, un violento e appassionato esercizio di autoanalisi, in cui Mann esplora la tensione fra arte e politica, individuo e collettività, libertà e responsabilità. Opera-monolite, scomoda e necessaria, le Considerazioni di un impolitico sono insieme testimonianza di un'epoca e riflessione senza tempo sul ruolo dell'artista di fronte alla storia. Mann non rinnegò mai del tutto questo testo, definendolo anni dopo «una combattiva, ma anche appassionata revisione delle mie fondamenta».