Fuori, la folla urla. Alcuni applaudono, altri insultano. La città è un tribunale infinito, senza giudici né assoluzioni. Cristiano si ferma, guarda il cielo grigio sopra il palazzo, un cielo che non dà risposte, poi sussurra: «Sono libero, ma ha ragione lui: la mia vera condanna comincia adesso».