C'era un ragazzo, che camminava nella scrittura solo e pensoso, all'ombra della gioventù, tra le menzogne del linguaggio, con la voglia di essere libero, di non avere certezze, cercando oltre l'illusione, oltre la gabbia delle parole e delle convenzioni, lontano dal flusso dell'e?mero, smantellando il vuoto per poi ricostruirlo. Un ragazzo senza sole, che voleva a?rontare l'ignoto, uscire dal Truman Show, aprire la porta del proprio sé, far saltare il banco del gioco tragico dell'esistenza,continuando a cercarne un'uscita, senza bisogno diapprovazione, ma con la determinazione di andare contro corrente, dentro al profondo se stesso. Gridava viva la libertà per a?ermare il contrario, naufragava nei paesaggi febbrili e furiosi dentro e fuori da sé, celebrava l'esistenza invocando la fine.