Il lavoro italiano è entrato in una nuova era senza accorgersene. Mentre la tecnologia accelera, la produttività ristagna, i salari arretrano e le persone si logorano, continuiamo a discutere come se fossimo nel 1995. Questo libro nasce per demolire le illusioni che ci tengono fermi e aprire lo spazio per un modo nuovo di lavorare: più umano, più efficace, più giusto. L'Italia è un Paese che lavora troppo e lavora male: pochi lavorano tantissimo, molti non lavorano affatto. Le organizzazioni soffocano di riunioni inutili, burocrazia difensiva, linguaggi aziendali finti e gerarchie ottocentesche. I giovani faticano a entrare, gli adulti a crescere, le donne restano indietro, gli stipendi non si muovono. Il tempo è diventato il vero bene scarso, e nessuno lo sta proteggendo. Bulldozer parte da quattro fratture radicali e concrete: ridurre l'orario di lavoro come riforma sociale; cambiare il linguaggio del lavoro come atto politico; liberare le relazioni abbattendo gerarchie che consumano energia; pagare di più le persone, perché non c'è innovazione, IA o produttività che regga se il lavoro continua a impoverirsi. Queste pagine servono a rompere ciò che non funziona e a proporre soluzioni immediate, radicali e possibili. Un invito alla maturità, per chi lavora, guida, regola. Perché se le idee indicano la direzione, è tempo di far muovere davvero i bulldozer.