Attraverso i ricordi e le cronache degli anni Settanta, Bella storia! racconta di giovani rivoluzionari e grandi amicizie segnate da scelte politiche opposte: da una parte, la rivolta armata contro lo Stato, dall'altra il Movimento giovanile, a torto confuso col terrorismo e liquidato come espressione degli "anni di piombo". Il romanzo dipinge la vivacità e l'umanità del popolo antagonista - proletari in divisa, autonomi, indiani metropolitani, femministe, libertari - protagonista di una rivoluzione di idee, sensibilità e costumi che non ha cambiato il mondo ma ha trasformato le relazioni, i rapporti di coppia, la socialità di una generazione che piangeva per le vittime della violenza, senza rinunciare a battersi per la giustizia sociale, la gioia e la bellezza.