Nel 1931, Alexander Zemlinsky, celebre compositore e direttore d'orchestra, torna in visita nella sua Vienna dopo anni di lontananza, trascorsi tra Praga e Berlino. L'occasione è una mostra alla Neue Galerie dedicata a Richard Gerstl, giovane pittore geniale e tormentato, scomparso prematuramente nel 1908, amico intimo e maestro di pittura di Arnold Schönberg, allora cognato di Zemlinsky. Ma il viaggio ha motivazioni più oscure e personali. Alexander è ossessionato dal ricordo della "Ballerina in rosso", un dipinto che considera il catalizzatore di una catastrofe emotiva e professionale che ha sconvolto vite e destini. L'opera, forse ancora carica di un potere inquietante, sembra aver agito come uno specchio deformante su aspirazioni e nevrosi dei suoi osservatori, innescando eventi che la Vienna di inizio secolo ha sepolto nel silenzio. In un pellegrinaggio tra realtà e memoria attraverso caffè, teatri, sale da concerto e luoghi ormai dismessi di una capitale decadente, Alexander ricostruisce lo «scandalo sopito»: la tragica fine di Gerstl e il suo legame con Mathilde Schönberg. In un crescendo di rivelazioni, emerge l'occultamento collettivo di un lascito artistico di grande rilievo nella cultura europea del Novecento.