“Che dire dunque di Anni felici, una preziosa raccolta di fotografie che restituiscono molto bene il clima di un’epoca, realizzate con uno stile effettivamente molto vicino a quello che caratterizzava i reportages del nostro gruppo di fotografi, impegnati nella descrizione delle realtà sociali del tempo. Mario dedicò molta attenzione alla vita culturale, anche perché frequentava assiduamente molti dei personaggi che poi fotografava, senza tuttavia trascurare la politica, il mondo del lavoro, il fermento giovanile e le mutazioni del costume, osservate con acume.
Talune delle sue fotografie mi colpiscono particolarmente, come quella di una fanciulla di Praga in lutto per il sacrificio di Jan Palach, o quella di un ciclista che corre solitario nella Torino notturna. E uno straordinario Gunter Grass, o la serie di ritratti di Jack Kerouac, di un’intensità struggente. La pensosa ballerina del Bolshoi Maja Plisetskaja colta nella sua riflessiva umanità, una giovane e sorridente Fernanda Pivano tra Inge Feltrinelli e James Baldwin, un malinconico Buzzati e una vivacissima Caterina Caselli agli inizi della carriera. Non mancano i temi gravi, come le dittature latino-americane, e i volti di grandi figure del cinema quali Orson Welles, Jean Luc Godard e Luchino Visconti. Nel suo insieme Anni felici coglie con grande efficacia lo spirito del tempo, è una cronaca preziosa dei fermenti culturali e sociali di quel periodo. Se davvero sono stato in qualche misura utile alla formazione di Mario Orfini, ne sono veramente orgoglioso”.
di MARIO DONDERO, tratto dal testo introduttivo al libro Anni Felici.