Ferruccio, Sandro, Armando, Giulia, Carla, Duilio, Angelica, Marta, Claudia: nomi propri per esistenze improprie, stropicciate come occhi stanchi che non riescono più a vedere. Perché quando la vita irrompe, a volte schiaffeggia gli individui con la severità di un genitore inflessibile. Anime sgualcite dà voce e dignità a chi non riesce a farsi notare nel mare agitato della virtuale apparenza e a chi è messo ai margini da una società sempre più performante che non lascia scampo a coloro che camminano lungo i muri della quotidianità, per contare almeno su quell'appoggio. Sono storie di anime accartocciate, cadute sotto l'effetto di autunni improvvisi. Storie che passano accanto a ognuno ma che quasi tutti fanno finta di non vedere o di non voler ascoltare, tappati dentro auricolari egoistiche. Nella società palliativa, infatti, il dolore viene condannato a tacere, mentre questa raccolta contiene storie che sconcertano, disturbano, inquietano, e sanno anche far male, perché l'arte in fondo non è altro che questa disorientante vertigine.