Intellettuale totale e sperimentatore instancabile, nella sua vita secolare Lamberto Pignotti ha decostruito i linguaggi della comunicazione di massa per svelarne i meccanismi occulti. In questo libro, finora rifiutato dagli editori per oscenità, l'autore frantuma la narrazione pura: attraverso un montaggio vertiginoso di cronaca nera, sesso e messaggi pubblicitari, ripercorre l'identità di un Paese sospeso tra il trauma delle Brigate Rosse, la speculazione edilizia e l'ascesa della società dello spettacolo. Ne scaturisce una prosa che, come i suoi celebri collage, è allo stesso tempo tagliente e ironica, un'epica "pop" capace di restituirci l'immagine infuocata e contraddittoria dei nostri anni di piombo e del nostro presente mediatico. L'Italia si dimostra ancora una volta, a secoli di distanza, non signora di province ma bordello.