Due esistenze spezzate dalle tragedie dei due regimi «gemelli» del totalitarismo dopo la guerra, si sono unite per ricostruire, non senza ulteriori difficoltà, una vita di tutti i giorni il più possibile "normale"; in un contesto del tutto diverso da quello originario che le accomunava, pur consapevoli che il «passato, proprio perché è passato, non è purtroppo superabile» (Bruno Segre).
«L'intenzione era quella di lasciare un album di famiglia in cui dare un volto alle persone ricordate e un nome a quelle ritratte nelle tante fotografie anonime; di identificare i luoghi; di ricostruire, almeno a grandi linee, i cadre de vie in cui si sono svolte le loro vicissitudini. Non solo per dovere di trasmissione, ma anche per cercare un modo degno di "onorare il padre e la madre". Mettendo insieme ciò che rimane delle loro memorie, ha preso forma una storia. Una storia del Novecento.»
I primi tre capitoli trattano delle loro vite parallele prima di incontrarsi e unirsi in matrimonio, il 23 aprile del 1949. Il quarto capitolo è dedicato interamente a questo anno cruciale. L'ultimo racconta degli anni Cinquanta del Novecento, fino all'ottenimento della cittadinanza italiana nel 1961, dopo dieci anni di apolidia. Nell'Appendice sono raccolte le oltre cento lettere che si sono scambiati durante la loro separazione forzata, tra maggio e agosto del 1949. Il "Diario dell'attesa", chiave di volta della loro storia.