A fine Settecento, nell'orto di una canonica nella campagna inglese, il pastore John Michell tutte le notti punta il suo telescopio nel cielo tempestato di luci. È da molto che cerca di misurare la distanza fra le stelle e la Terra, ma una fredda notte d'autunno decide di dirigere il suo strumento altrove, verso il buio. Forse lo coglie una vertigine quando si chiede se il cielo nero nasconda giganteschi corpi oscuri e invisibili che muovono gli astri. Due secoli e mezzo dopo, per la prima volta viene fotografato un buco nero. L'abisso nel cuore del cosmo che intrappola ogni forma di luce e da cui nulla fuoriesce: particella, radiazione, o informazione. C'è un modo per sapere che cosa accade dentro un buco nero: aprire questo libro, entrarci, iniziare il folle viaggio insieme al suo autore, il fisico e divulgatore Jonas Enander. Ed ecco che ci ritroviamo a fluttuare nello spazio, verso i confini dell'universo. Precipitiamo nel vuoto: a farci compagnia solo il nostro respiro e la tuta spaziale sulla pelle. Non c'è ritorno: la caduta libera ci trascina come le rapide di un fiume fino al centro del buco nero, dove creazione e distruzione, finito e infinito collidono in una danza vorticosa. Dall'osservatorio del vulcano hawaiano Mauna Kea al deserto americano e fino all'archivio di Gottinga, Enander ha attraversato il mondo incontrando ricercatori e premi Nobel per esplorare quell'oscurità che Einstein e Hawking hanno tentato di descrivere. Per scoprire, nella tenebra, una forza sorprendente che sfida l'ambizione umana di conoscere il reale, ponendo la scienza di fronte all'impenetrabile per eccellenza: l'infinito.