La raccolta 30 Sottotitoli è nata mettendo sulla carta i rebus, le fotografie, il giocare con le cartine tornasole, in senso metaforico, e non solo. Il titolo è dato dal numero dei componimenti in proposta (trenta, appunto) e dalla scelta di collocare in evidenza di grassetto un lemma o addirittura l'ultimo verso della poesia stessa, in coda al testo: un "sotto titolo", quindi. Il vezzo ha l'intenzione di non dare in anticipo al lettore l'indicazione del percorso che affronterà sulla pagina, lasciandolo libero di slittare sulla sua superficie senza sensi unici né divieti di accesso.