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La natura, l’essere umano, la luce penetrano queste liriche colme di estasi. In questa unione sillabata prende forma una poesia scarna, che scava e si lascia scavare sino alle ossa e che diventa simbolo di ogni inquietudine della ricerca umana.
Gilberto Isella (Lugano, 1943) è poeta, critico letterario, traduttore e autore teatrale, ha insegnato italiano nel Liceo cantonale luganese. Collabora con giornali, riviste culturali, e siti online svizzeri ed esteri. Al suo attivo ha numerosi studi su scrittori contemporanei e del passato. Ha tradotto dal francese opere di Charles Racine, Jacques Dupin e Bernard Vargaftig. Tra le recenti raccolte poetiche si segnalano Liturgia minore (2015), L’occhio piegato (2015), Arepo (2018), finalista al Premio Camaiore e al Premio Bonanni Città dell’Aquila, e Criptocorsie (2021). È anche autore di prose saggistiche e del libro di racconti La furia dell’angelo (2023). Presente in varie antologie poetiche, alcune sue opere sono state tradotte in francese, lèttone e romeno.


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