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«I miei figli mi hanno portato gioia, felicità, appagamento, meraviglia e piacere a dismisura. Ma quella è solo una parte della storia. Questo è il resto.»
Matrescenza, in termini scientifici, indica l’effetto che interviene sul cervello, sul sistema endocrino, sulle facoltà cognitive, il sistema immunitario, la psiche, il microbioma e il senso di sé di una donna, dal momento in cui inizia la gravidanza fino ai primi mesi di maternità.
È incredibile quanto questa rivoluzione sia stata trascurata dalla scienza, dalla medicina e dal dibattito corrente.
«La gravidanza, poi il parto, e – soprattutto – il primo periodo della maternità semplicemente non combaciavano con gli insegnamenti ricevuti; non riuscivo a ricollegare la mia esperienza personale alle nozioni che avevo assimilato riguardo a corpo, mente, individuo e io relazionale, e alle nostre strutture di vita collettive.
All’inizio credevo di essere impazzita. Cercavo disperatamente di comprendere che cosa mi stesse succedendo. Poi ho cominciato a capire che la mia mente era stata colonizzata da idee inadeguate sull’essere donna, sulla maternità, sul valore e persino sull’amore.
Avvertivo un cambiamento inquietante. Sprizzavo di felicità perché ero incinta, e una creatura cresceva dentro di me, ma con il passare delle settimane mi accorgevo di essere più sommessa, più introversa, sempre più confusionaria. Era come se qualcuno si fosse trasferito dentro di me, avesse messo casa nel mio utero e nel mio cervello. Di certo era solo frutto della mia immaginazione, pensavo; credevo che la gravidanza fosse un processo fisico relativamente lineare, con qualche giornata ‘ormonale’ qua e là. Pensavo che il bambino sarebbe cresciuto dentro di me, come in un vaso di fiori, e io sarei rimasta la stessa di sempre. Ma le cose non stavano così.
Scoprire la matrescenza mi ha dato il coraggio di parlare apertamente con altre madri, e ho scoperto che molte erano colte alla sprovvista dall’esperienza quanto me. Molte credevano che le difficoltà fossero colpa loro».
Attingendo a vari ambiti di ricerca – neuroscienze e biologia evolutiva, psicoanalisi e terapia esistenziale, sociologia, economia ed ecologia – Lucy Jones racconta in prima persona la sua esperienza di questo periodo di trasformazione, paragonabile quanto a complessità solo all’adolescenza.


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