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Le elezioni del 4 marzo 2018 si sono svolte nel segno delle divergenze. Fra il vecchio e il nuovo. Il popolo e l'establishment. Lega e M5s sono le due forze politiche uscite vincenti. Due soggetti e due identità divergenti che però viaggiano e muovono nella stessa direzione perché 'divergono' da nemici comuni. Non solo e non più la casta ma l'establishment politico, istituzionale, economico, finanziario. A loro basta distinguersi, distanziarsi, anzi: dissociarsi da tutti gli altri. Per questo è sufficiente un contratto che non delinei un sistema di valori, ma solo un accordo su temi e obiettivi specifici sui quali convergere, anzi divergere rispetto a 'tutti gli altri'. Entrambi coesi nello sfidare la democrazia rappresentativa in nome della democrazia diretta. Anzi: immediata.
Luigi Ceccarini insegna Sociologia politica nell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Si occupa della relazione tra politica e società e di cultura politica. In particolare si è interessato ai temi della partecipazione, del comportamento elettorale e del rapporto tra i cattolici e la politica in Italia. Coordina le attività di ricerca del Laboratorio di Studi Politici e Sociali (LaPolis). Ha pubblicato diversi saggi e articoli in riviste italiane e internazionali.
Ilvo Diamantiinsegna Analisi dell'opinione pubblica e Sistema politico europeo all'Università di Urbino Carlo Bo, dove ha fondato e dirige il LaPolis. È direttore scientifico di Demos ed editorialista del quotidiano "la Repubblica". Tra le sue più recenti pubblicazioni, Tra politica e società. Fondamenti, trasformazioni e prospettive (con L. Ceccarini, il Mulino 2018). Per Laterza è autore, tra l'altro, di Un salto nel voto. Ritratto politico dell'Italia di oggi (con F. Bordignon e L. Ceccarini, 2013), Democrazia ibrida (2014) e Le divergenze parallele. L'Italia: dal voto devoto al voto liquido (con F. Bordignon e L. Ceccarini, 2018).
Fabio Bordignon, ricercatore, insegna Scienza politica all'Università di Urbino Carlo Bo, dove coordina le attività dell'Osservatorio elettorale di LaPolis (Laboratorio di studi politici e sociali). È ricercatore di Demos.


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