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Metà anni Settanta. Angelo Rizzoli è un ragazzo cresciuto troppo in fretta, con un cognome che pesa e la responsabilità di un’azienda sull’orlo del collasso. Suo padre Andrea si è sfilato dalla scena, trasferendosi in Costa Azzurra vicino alla nuova moglie e ai tavoli da gioco, adesso tocca a lui, Angelo Jr. Preceduto da un cameriere in livrea, attraversa i corridoi di un hotel. Ad attenderlo nella camera 127 c’è un uomo molto potente e temuto: l’unico, dicono, che abbia le conoscenze in grado di salvare l’impero dei Rizzoli, soffocato dai debiti contratti per l’acquisto del Corriere della Sera. Lo chiamano Venerabile Maestro. Il suo nome è Licio Gelli. Da quel momento, le regole ereditate dal Commenda, che quell’impero l’aveva costruito dal niente, non sono più ‘non fare debiti’ o ‘stare lontano dalla politica’. La
regola diventa una sola: quanto sei disposto a perdere, per non perdere tutto? Con una scrittura che unisce qualità letteraria, intensità emotiva e suspense, Chiara Bianchi dà voce a una storia che fa vibrare corde profonde, non solo perché si intreccia con il destino di un Paese intero, ma perché ci ricorda quanto i nostri desideri, sospesi tra speranza e rischio, siano esposti alle tempeste della realtà.


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