APRI GLI OCCHI: SIAMO UNA SOCIETÀ DROGATA, BENDATA, CHE INCONSAPEVOLMENTE STA CORRENDO VERSO IL BARATRO. E NON PARLO DI COMPLOTTISMI.
Perché, ti chiederai…
Beh, è una questione tecnica…
Per oltre un secolo la civiltà moderna ha adorato un unico dio: la crescita economica infinita. Ossia, più produzione, più consumo, più velocità, più connessione, più stimoli, più PIL. Ma cosa accade quando la macchina continua a crescere mentre aumentano burnout, depressione, solitudine, crisi demografica, ansia, iperstimolazione e perdita del significato della vita?
KILLER PIL non è un semplice saggio economico.
È un’autopsia della civiltà contemporanea.
In questo libro Dario Abate analizza la trasformazione del capitalismo contemporaneo in una gigantesca struttura accelerativa fondata sull’espansione infinita del consumo, della produzione e della stimolazione mentale. Attraverso economia, filosofia, psicologia, tecnologia e critica sociale, KILLER PIL mostra come la società moderna abbia progressivamente sacrificato stabilità, silenzio, continuità umana ed equilibrio biologico sull’altare della crescita permanente.
Il risultato è una civiltà sempre più potente esteriormente e sempre più fragile interiormente.
Dalle origini storiche del PIL alla società dell’iperconnessione, dalla crisi demografica alla saturazione cognitiva, dal consumismo compulsivo all’esaurimento emotivo di massa, questo libro costruisce una teoria radicale della modernità contemporanea: il momento in cui la crescita smette di coincidere con il progresso e inizia lentamente a trasformarsi in una forma di autodistruzione sistemica.
KILLER PIL introduce inoltre il Superismo, una nuova visione filosofica e civilizzazionale che propone il superamento della logica della crescita infinita attraverso il recupero di equilibrio, continuità e sostenibilità antropologica.
Un libro caustico, provocatorio e profondamente contemporaneo che mette sotto accusa il mito più potente del mondo moderno.
Perché il vero problema del XXI secolo potrebbe non essere la mancanza di crescita.
Ma l’impossibilità di fermarla.