L’elaborato nasce come risposta e come frutto dell’esperienza vissuta con i minori nel Setting di Mediazione presso l’Associazione Mediazione Familiare Onlus. Ogni volta che, insieme, siamo usciti dalle inutili contrapposizioni degli adulti, le parti confliggenti, ci siamo accorti, io Mediatore e i minori, di aver cooperato per costruire uno spazio relazionale familiare. Al suo interno ognuno, mantenendo il proprio ruolo – genitore, madre, padre, figlio, fratello-sorella – aveva voce e quindi ascolto.
Gli Operatori Sociali che mi hanno accompagnato nei percorsi, dove si è coniugato, nella pratica professionale e di formazione, modello sistemico e costruttivismo, hanno colto dal primo la lettura della complessità della realtà e dal secondo la capacità di costruire soluzioni su misura dell’interlocutore, assumendo i linguaggi e i mondi dell’Altro.
Ritengo che per i minori in tenera età il contesto di vita incida sulla capacità espressiva e di comunicazione, e sia opportuno che gli adulti significativi acquisiscano strumenti e capacità educativi e di comunicazione speciali.
Mentre gli adolescenti, in bilico tra dipendenza ed emancipazione, tra bisogno di aiuto e necessità di affermazione autonoma di sé, per la maggioranza non vogliono chiedere il sostegno di ascolto ma nemmeno vi hanno definitivamente rinunciato; si lasciano vivere, all’interno della “famiglia in crisi” mostrando il loro disagio con atteggiamenti di “isolamento” e di aperto e ostile conflitto col “mondo familiare” col quale hanno scelto la guerra aperta; ma alcuni nel “mondo adulto” vogliono entrarci decisamente e alla svelta, in maniera prepotente e soprattutto in funzione di talento ed abilità proprie che non sentono di dovere a nessuno.
Ecco come il percorso di Mediazione Familiare Genitoriale e l’Advocacy diventano luogo educativo e formativo per i genitori e soprattutto per i figli minori, strategie Didattiche opportune di fronte alle esigenze speciali delle persone.