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La più grande invenzione dell'antica Roma fu l'imperium, quella forma di potere pressoché assoluto che nacque sostanzialmente con Romolo, si perfezionò nell'età repubblicana e si completò, esplicitandosi, ai tempi di Augusto. Ad essa è dedicato questo libro prezioso di Giovanni Brizzi. Paolo Mieli, "Corriere della Sera"
La vicenda di Roma, lungo tutto il suo percorso millenario, è accompagnata da un concetto particolarissimo e originale: quello espresso nel termine imperium. Questo vocabolo traduce il rapporto tra il potere nella sua accezione più alta e la sua responsabilità. Ab origine, la responsabilità verso il popolo romano è, infatti, subordinata a una serie di valori addirittura anteriori alla nascita stessa dell'Urbe, come quello di fides, il rispetto delle regole. A questo concetto sono costretti a rapportarsi tutti i grandi di Roma. Da Scipione a Silla, da Cesare ad Augusto. Un libro sul potere a Roma nello studio originale e innovativo di uno dei più grandi storici dell'antichità.
Cos'era il potere a Roma antica? Un console, un tribuno, un triumviro, di quale autorità erano provvisti e per quali fini? Come veniva giustificata l'esistenza stessa di un uomo al comando e a chi doveva rendere conto?
Giovanni Brizzi è professore emerito dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. Ha insegnato anche a Sassari, a Udine e alla Sorbona. È officier nell'Ordine delle Palmes Académiques dello Stato Francese, socio dell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna, presidente della Deputazione di Storia Patria per le province di Romagna e direttore della "Rivista Storica dell'Antichità". Tra le sue più recenti pubblicazioni: per il Mulino Ribelli contro Roma. Gli schiavi, Spartaco, l'altra Italia (2017) e Guerre ed eserciti nell'antichità (a cura di, con M. Bettalli, 2019); per Carocci Roma e i Parti. Due imperi in guerra (2022). Per Laterza è autore di Scipione e Annibale. La guerra per salvare Roma (2007), 70 d.C. La conquista di Gerusalemme (2015) e Io, Annibale. Memorie di un condottiero (2019).


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