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Nella sua prima traduzione italiana, il noir letterario di un ex poliziotto diventato un gigante della letteratura brasiliana: il romanzo d’esordio di Rubem Fonseca.
Vilela, ex commissario diventato scrittore di gialli, incontra in prigione Paul Morel, artista incarcerato con l’accusa di avere assassinato barbaramente una delle sue amanti, il cui cadavere è stato ritrovato su una spiaggia di Rio de Janeiro. È stato Morel a chiedere di vedere Vilela, per fargli leggere dei brani di un manoscritto in cui racconta la sua vita e (chissà?) la verità sull’omicidio. L’ex commissario, che è in crisi creativa, accetta di leggere il libro, sempre più intrigato dall’ambiente descritto dall’artista: da una parte il gran mondo carioca tra il perverso e il gaudente, fatto di orge in grandi appartamenti lussuosi a Copacabana e di piccole angherie borghesi; dall’altra un sottobosco di prostitute, delinquenti e immigrati dalle zone povere del Brasile. Procedendo nella lettura, a Vilela viene voglia di indagare sul delitto. A poco a poco, i nomi dei personaggi vengono sostituiti da quelli reali, le scene del libro si sovrappongono a quelle della vita vera, Vilela a Morel, i romanzi ai diari, fino alla risoluzione dell’enigma… O forse era la fine del romanzo?
Pubblicato nel 1973 e da subito bestseller oltre ogni aspettativa, Il caso Morel aprì la strada a un’incredibile carriera: un romanzo geniale, costruito da una penna di prim’ordine, colto ma fatto per piacere a tutti, capace di attingere al basso per farne alta letteratura.
«La sua risoluta rappresentazione dei delitti passionali e della piccola criminalità sapeva essere tanto lirica quanto crudele… Un gigante della letteratura brasiliana».
«The New York Times»
«La cosa migliore dell’opera di Rubem Fonseca è non sapere dove ci porterà. Ogni volta che inizio un suo libro è come se rispondessi a una telefonata nel cuore della notte: “Ciao, sono io. Non crederai a quello che sta succedendo”. La sua scrittura fa miracoli, è misteriosa. Ciascuno dei suoi libri non è solo un viaggio che vale la pena fare: è un viaggio in qualche modo necessario».
Thomas Pynchon
«Il brasiliano Rubem Fonseca è uno di questi scrittori contemporanei fuggiti dalla biblioteca per creare letteratura di alta qualità con materiali e tecniche rubati alla cultura di massa. Giustifica brillantemente quel vecchio proverbio: “Ci vuole un ladro per prendere un ladro”».
Mario Vargas Llosa
Nato nel 1925 nello Stato del Minas Gerais, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, specializzandosi in Diritto penale. Ha svolto diverse professioni, tra cui quella di poliziotto, prima di dedicarsi interamente alla letteratura. Celebre e controverso in patria, tradotto in diciannove lingue e stimatissimo all’estero, è riuscito a essere un autore bestseller pur senza fare alcuna concessione al suo pubblico. Tra gli innumerevoli premi ricevuti, il Premio Camões – il principale riconoscimento per un’opera in lingua portoghese –, il Premio Machado de Assis dell’Accademia Brasiliana delle Lettere e il Premio Iberoamericano de Narrativa Manuel Rojas.


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