Il cappotto, pubblicato nel 1842, è uno dei racconti più celebri di Nikolaj Gogol’ e una delle opere fondamentali della letteratura russa dell’Ottocento.
Protagonista della vicenda è Akakij Akakievic, umile impiegato di Pietroburgo, uomo mite, silenzioso, quasi invisibile agli occhi dei colleghi e del mondo. La sua esistenza, povera e monotona, sembra consumarsi tra scartoffie, derisioni e solitudine, finché un giorno la necessità di acquistare un nuovo cappotto diventa per lui molto più di un semplice bisogno materiale: diventa un sogno, una speranza, una possibilità di riscatto.
Con uno stile insieme realistico, grottesco e profondamente umano, Gogol’ racconta la fragilità degli ultimi, l’indifferenza della burocrazia e la crudeltà di una società incapace di riconoscere dignità a chi non possiede potere né prestigio. Dietro l’apparente semplicità della storia si apre una riflessione amara e universale sull’emarginazione, sull’ingiustizia e sul desiderio disperato di essere finalmente visti. Considerato un capolavoro assoluto della narrativa breve, Il cappotto ha esercitato un’influenza enorme sulla letteratura successiva, al punto da diventare simbolo della grande tradizione russa moderna. Questa edizione propone il racconto nella traduzione di Enrichetta Carafa Capecelatro, restituendo al lettore tutta la forza malinconica, ironica e visionaria di un classico senza tempo.
Nikolaj Gogol’ nacque a Bol’šie Sorocincy, nell’attuale Ucraina, il 20 marzo 1809 e morì a Mosca il 21 febbraio 1852. Scrittore e drammaturgo russo, è considerato uno dei grandi maestri della letteratura dell’Ottocento. Autore di racconti, romanzi e opere teatrali, seppe unire realismo, satira, grottesco e fantasia, descrivendo con straordinaria originalità la società del suo tempo, la burocrazia, le miserie umane e le contraddizioni dell’Impero russo. Tra le sue opere più celebri figurano Il cappotto, Il naso, Le anime morte e la commedia L’ispettore generale. La sua scrittura influenzò profondamente la narrativa russa successiva, da Dostoevskij a molti altri autori moderni.
Traduzione a cura di Enrichetta Carafa Capecelatro.