Negli ultimi anni la ricerca e l’approfondimento sui castelli medievali in Italia, per cui anche in Veneto, ha assunto una nuova rilevanza nella ricerca storiografica e archeologica. Ben sappiamo che gli insediamenti fortificati nell’antichità assunsero rilevanza fondamentale nei vari sistemi politico-istituzionali difensivi del territorio, soprattutto per gli assetti economici e sociali; cosa che appare evidente soprattutto dal secc. X-XI, di cui rimangono ancora aperte le ricerche e le interpretazioni soprattutto fra il tardo antico e i secoli centrali del Medioevo. Il territorio di Tarzo non si sottrae da questo assioma, proprio per questo anche nel territorio tarzese appare evidente l'impegno di ricercatori e autori volti ad una disamina sui resti dei ruderi delle torri e dei castelli individuati nel territorio dell’antica vice Contea dei Da Corbanese, probabilmente alcuni costruiti sulle rovine dei castra romani e riadattati poi come castra-civitates longobardi e bizantini, del resto la vita girava allora proprio attorno al “Castello”, fulcro centrale di ogni insediamento.
Detto ciò si può affermare che i castelli in questo territorio fossero quattro:
1. Castelnuovo - “Castro Novo””
2. Castello dei Da Corbanese - “Curtis de Orbanisse”
3. “Castro de Mandragono” - “il Castello del Mondragon”
4. Castello di Tarzo - “Castel Sanct Piero”, “Via del Castello”
Inoltre da una prima ricerca condotta nel territorio appare possibile che vi fossero torri sia a Resera che Arfanta di Tarzo, ma andrebbero fatte indagini e ulteriori esplorazioni in loco dove sono presenti alcuni muri e pietrame squadrato che fanno pensare ad antiche costruzioni.
La ricerca si completa con la descrizione delle parti costituenti delle varie rovine dei quattro castelli e degli edifici di culto rese possibili attraverso approfondimenti e sopraluoghi di Luca Bottega Alessandro Tomasi, Valeriano Dal Cin, Joele Camatta e Lucio Tarzariol che hanno curato il testo e provveduto alle ricostruzioni artistiche.