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Anziché dare la colpa ai cosiddetti 'cervelli in fuga' bisogna comprendere e sanare le condizioni che ne causano la fuga e, soprattutto, che rendono l'Italia una meta non attrattiva per i talenti di altre nazionalità.
Questo libro è prezioso, necessario, urgente. È ora che dell'emigrazione qualificata, dall'Italia verso il resto del mondo, si discuta in modo serio e senza stereotipi. Dalla Prefazione di Federico Rampini
«Sono stufa del fatto che l'opinione pubblica e i politici considerino noi cervelli in fuga o privilegiati traditori o disgraziati vittime delle circostanze. Vorrei che questo libro facesse breccia nell'immaginario comune contribuendo a costruire una nuova narrazione.» La storia della generazione perduta di talenti è davvero come la raccontano? L'Italia è colpita dal fenomeno quanto gli altri grandi paesi europei ma con alcune evidenze preoccupanti che rendono la situazione più drammatica, come l'accelerazione dell'emigrazione qualificata negli ultimi dieci anni e la scarsità di laureati prodotti dal nostro sistema educativo. Gli effetti negativi della fuga di cervelli sono particolarmente evidenti quando, come nel caso dell'Italia, tende a essere una fuga unidirezionale.Il libro si propone di sfatare alcuni miti, indagare il fenomeno da una prospettiva internazionale più ampia e dare voce a chi è partito, grazie alle testimonianze raccolte dall'autrice. Un paese o un governo che si voglia occupare di talenti deve pensare a come svilupparli e dar loro opportunità affinché restino, ma anche a come attirarli da altrove.
Federico Rampini (Genova, 1956) è stato corrispondente della "Repubblica" da New York fino a novembre 2021, dopo esserlo stato da Parigi, Bruxelles, San Francisco e Pechino. Ora è al "Corriere della Sera". Ha insegnato alle università di Berkeley, Shanghai, alla Sda-Bocconi ed è membro del Council on Foreign Relations, think tank americano di relazioni internazionali. Tra i suoi numerosi saggi, per Mondadori: Il secolo cinese (2005); L'impero di Cindia (2007); Quando inizia la nostra storia (2018); La notte della sinistra (2019); La seconda Guerra fredda (2019); Fermare Pechino (2021).Per Laterza è autore, tra l'altro, di: New Economy. Una rivoluzione in corso (2000); Le paure dell'America (2003); San Francisco-Milano. Un italiano nell'altra America (2011); "Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale". Falso! (2012); La trappola dell'austerity. Perché l'ideologia del rigore blocca la ripresa (2014).
Giulia Pastorellaè nata a Milano, dove è cresciuta fino ai 17 anni, quando è partita per un'esperienza all'estero durata poi più del previsto. Dopo aver ottenuto una laurea a Oxford in Filosofia, un Master a Sciences Po in Affari europei e un PhD alla London School of Economics, ha iniziato il suo percorso professionale nel mondo dei Public Affairs. Attualmente è responsabile delle relazioni istituzionali di Zoom a livello europeo, dopo aver lavorato cinque anni in HP. Nel 2016 "Forbes" l'ha selezionata come uno dei 30 under 30 più influenti nel mondo della policy in Europa. È co-fondatrice di CBLab, associazione non-profit che fornisce supporto alle amministrazioni locali italiane. Exit Only è il suo primo libro.
www.giuliapastorella.eu


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