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Il fascismo fu vera dittatura, ma anche la messa in scena di un grandioso spettacolo.
E Mussolini ne fu il regista unico: regista di se stesso e del suo pubblico. La fotografia, al pari della parola, è stata il principale veicolo del consumo totalitario. Con essa l'immagine del duce diventa personale, portatile, trasferibile, riproducibile e collezionabile. Impressa su migliaia di vetrini, fatta stampare su milioni di cartoline, pubblicata sui giornali e diffusa all'estero, regalata alle madri dei caduti come ai bambini, l'immagine del duce si è radicata nel paesaggio urbano e nelle campagne, funzionando come un messaggio pubblicitario, prima di diventare propaganda e fondamentale ingranaggio della macchina del consenso.
Grazie a un numero molto ampio di fotografie inedite tratte da album e archivi privati, che si affiancano a quelle canoniche e già note del Ventennio, Pasquale Chessa offre una nuova e convincente lettura del fascismo come messa in scena del potere. Questa biografia fotografica di Mussolini illustra in maniera nitida e drammatica in che modo il narcisismo politico e l'illusione totalitaria precipitarono l'Italia e gli italiani nella catastrofe morale, politica e militare della Seconda guerra mondiale.


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