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Abbiamo sempre il dovere di obbedire a tutte le leggi, anche quando ci sembrano ingiuste? Abbiamo sempre il dovere di obbedire a tutte le leggi, anche quando ci sembrano ingiuste? Dal passato emergono esempi fulgidi di chi ha disobbedito alle regole ma – chissà perché – quando la disobbedienza si sposta all'oggi fatichiamo ad accettarla. Una lucida analisi su una pratica da sempre centrale nella vita delle democrazie.
La disobbedienza civile e la non-violenza hanno una storia lunga e gloriosa: pensiamo a chi si è opposto con coraggio al nazifascismo o a figure come quelle di Gandhi e di Martin Luther King. Negli ultimi anni si sono aggiunte nuove pratiche di disobbedienza: quella climatica, l'animalismo radicale, i passeurs che fanno attraversare i confini ai migranti, l'abbattimento o l'imbrattamento di statue di personaggi controversi, e tante altre. L'opinione pubblica ha spesso faticato a comprendere le ragioni e la specificità di queste iniziative, riducendole a un generico bisogno di visibilità. Certo, gli stati liberali e democratici, seppur imperfetti, meritano il rispetto delle leggi. Ma è innegabile che ci sono leggi e pratiche ingiuste, e da questa constatazione è necessario partire per capire le ragioni di chi decide di andare contro gli ordinamenti per reclamare la necessità di un cambiamento. Lungi dall'esprimersi in un bisogno di radicalismo fine a sé stesso, il senso morale della disobbedienza va inteso come un modo, a volte estremo, di fare politica in una democrazia. Quando le normali forme di rivendicazione democratica non funzionano, la disobbedienza può essere moralmente giustificabile.
Federico Zuolo è docente di Filosofia politica all'Università di Genova, dopo aver lavorato nelle università di Trento, Pavia, Berlino e ad Amburgo come Fellow della Fondazione Alexander von Humboldt. Si è occupato di etica animale e di teoria politica animale e collabora con "Domani" e "Valigia blu". Ha curato l'edizione di Ierone o della tirannide di Senofonte (Carocci 2012) ed è autore di Platone e l'efficacia. Realizzabilità della teoria normativa (Academia 2009), Etica e animali. Come è giusto trattarli e perché (il Mulino 2018) e Animals, Political Liberalism and Public Reason (Palgrave 2020).


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