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Quali sfide pone la pandemia alla democrazia? Quale conseguenze avrà sul rapporto tra cittadini e Stato, tra libertà e autorità? Quali concezioni della vita umana, del suo valore e della sua dignità si sono diffuse in questo periodo?
Di fronte ai rischi di diffusione del Covid 19 il mondo ha reagito in maniera diversa: alcuni paesi come il Brasile hanno lasciato agli individui libertà assoluta, come fossimo naufraghi su un’isola deserta come Robinson Crusoe, altri - come la Cina - hanno al contrario decretato l’assoluta dipendenza dell’individuo da regole stringenti imposte dall’autorità centrale. In Italia si è seguita una strada intermedia, che comportava l’uso della paura e delle sanzioni ma anche l’appello al senso di responsabilità dei cittadini attraverso ad esempio l’autocertificazione. Si è così applicata una concezione della libertà come vincolo sociale - propria della tradizione democratica - diversa da quella di libertà come non interferenza (degli altri individui o dello Stato) - propria della tradizione libertaria. Una strada rischiosa, perché in ogni momento si può perdere l’equilibrio tra il desiderio di sicurezza e l’esigenza di libertà: se il primo prevale comprimendo la seconda, si rischia di cedere all’autoritarismo.
L’unico antidoto a questo rischio è l’esercizio della cittadinanza critica e attiva, non solo nell’ambito della propria nazione.
Piero Ignazi insegna Politica comparata e Politica estera dei paesi europei all'Università di Bologna. Fa parte del comitato di direzione della rivista di cultura e politica "il Mulino", dopo averla diretta dal 2009 al 2011, e collabora con "la Repubblica" e "l'Espresso". Tra i suoi libri, dedicati alle trasformazioni del sistema partitico italiano e all'estrema destra europea: Dal Pci al Pds (il Mulino 1992); Il polo escluso. Profilo del Movimento Sociale Italiano (il Mulino 1989 e nuova edizione 1998); L'estrema destra in Europa (il Mulino 1994 e nuova edizione 2000); Partiti politici in Italia (il Mulino 2008); La fattoria degli Italiani. I rischi della seduzione populista (Rizzoli 2009).
Nadia Urbinati insegna Teoria politica alla Columbia University e collabora con "la Repubblica". È autrice di saggi e volumi in inglese e in italiano, tra cui: per Donzelli, Ai confini della democrazia (2007); Individualismo democratico. Emerson, Dewey e la cultura politica americana (2009); Lo scettro senza il re (2009); Democrazia rappresentativa: sovranità e controllo dei poteri (2010); per il Mulino, Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia (2020); per Einaudi, Democrazia del sorteggio (con Luciano Vandelli, 2020).


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