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Ilich Ramírez Sánchez, alias Comandante Carlos, alias lo Sciacallo, è il più famoso terrorista internazionale, protagonista di decine di attacchi che hanno terrorizzato l'intera Europa negli anni '70 e '80. Tutta la sua biografia è avvolta nel mistero e nella leggenda: non è un caso che a lui siano stati dedicati film e serie tv. Questo libro, fondato su documenti mai prima consultati, getta nuova luce sulla strategia del terrore che insanguinò gli 'anni di piombo'.
Nel settembre 2021, Ilich Ramírez Sánchez – detto Carlos lo Sciacallo, uno dei terroristi internazionali più ricercati durante la Guerra fredda – è condannato all'ergastolo. Sembra essere la parola fine per la sua avventura criminale ma resta un dubbio: è stato lui il capo della rete globale del terrore manovrata dal Cremlino? Lo Sciacallo, infatti, è un giovane venezuelano che si trasferisce a Mosca nel 1968, viene espulso dall'università e crea un proprio gruppo terroristico, passando dalla militanza nel Fronte popolare per la liberazione della Palestina alla precoce adesione al jihadismo negli anni Settanta. Si dice che sia stato dietro a numerosi attentati in Europa, ma anche un killer inafferrabile capace di vendersi al miglior offerente. Di certo c'è che è stato in grado di costruire una propria rete di collaboratori e fiancheggiatori che gli ha permesso di sfuggire alle polizie di mezzo mondo e di compiere l'attacco terroristico forse più clamoroso di sempre: nel dicembre del 1975 rapì undici ministri del petrolio presso la sede dell'OPEC a Vienna, che poi dietro riscatto recapitò ai loro Paesi d'origine. In Italia si è a lungo vagheggiato sulla presenza di suoi uomini a Bologna nei giorni dell'attentato alla stazione del 1980, dove morirono 85 persone. Ma come è stato possibile che durante la Guerra fredda quest'uomo poliedrico e poliglotta, camaleontico e avventuriero, sia stato in grado di mettere in discussione l'ordine internazionale? Di quali appoggi ha potuto godere e cosa ci racconta del conflitto tra le superpotenze?
Valentine Lomellini insegna Terrorism and Security Cooperation presso l'Università di Padova, dove dirige il Centre of Security Studies. È Affiliate presso la Georgetown University di Washington DC ed editorialista per i quotidiani del gruppo NEM (Nord Est Multimedia). È stata insignita per le sue ricerche della Medaglia del Presidente della Repubblica nell'ambito del Premio Spadolini. Tra le sue pubblicazioni scientifiche, L'appuntamento mancato. La sinistra italiana e il Dissenso nei regimi comunisti (1968-1989) (Mondadori Education 2010), La "grande paura" rossa. L'Italia delle spie bolsceviche (1917-1922) (Franco Angeli 2015) e The Rise of Bolshevism and its Impact on the Interwar International Order (a cura di, Palgrave-MacMillan 2020). Per Laterza è autrice di Il «lodo Moro». Terrorismo e ragion di Stato 1969-1986 (2022, Premio Pozzale Luigi Russo), La diplomazia del terrore. 1967-1989 (2023) e Non si tratta con i terroristi (2024).


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