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Burr è il primo romanzo del ciclo Narratives of Empire: sette libri che, tra feroci polemiche e grandi consensi, hanno accompagnato Gore Vidal per oltre trent’anni. Una vera e propria controstoria dell’America, dalla costituzione degli Stati Uniti fino al secondo dopoguerra, in cui s’intrecciano magistralmente episodi e personaggi reali e d’invenzione.
New York, 1833. Il colonnello Aaron Burr, settantasette anni, si è appena sposato. È ormai un anziano politico considerato da molti un mostro, ma è determinato a raccontare la sua storia. Sceglie di confidarsi con un giovane giornalista, Charles Schermerhorn Schuyler. Insieme, esplorano il suo passato. Nel 1804, da vicepresidente, Aaron Burr sfida in un duello la sua nemesi politica, Alexander Hamilton. Lo uccide. Nel 1807 viene arrestato, processato e infine assolto dall’accusa di tradimento. La cronaca che emerge è la parabola travagliata di un uomo, statista di successo spesso temuto, sullo sfondo del continuo dramma civile di una giovane nazione. E laddove l’antieroe protagonista è un affascinante gentiluomo, i suoi avversari altro non sono che comuni mortali: George Washington è un ufficiale militare incompetente che ha perso la maggior parte delle sue battaglie; Thomas Jefferson è un ipocrita che ha ordito un complotto contro di lui; Alexander Hamilton è un opportunista di nascita bastarda troppo ambizioso.
Finalista al National Book Award nel 1974, Burr è lo straordinario ritratto di una delle figure più complesse e incomprese tra i Padri Fondatori degli Stati Uniti tratteggiato dall’acuminata penna di Gore Vidal.
«Impressionante. Burr è spettacolare, intrattenimento di ottimo livello».
«The New York Times Book Review»
«Una tragedia, una commedia, una vita vibrante e commovente... Tutto questo e molto altro ancora è raccontato in un libro davvero coinvolgente che pullula di bon mot, aforismi e commenti ironici sul processo politico. Illuminante, fresco e divertente».
«The Boston Globe»
«Un romanzo di proporzioni stendhaliane. Probabilmente è impossibile essere americani e non rimanere affascinati e impressionati dall’inquadratura di Vidal della nostra storia. Sempre avvincente».
«The New Yorker»
Straordinario saggista e polemista, ha sempre svolto un ruolo di testimone scomodo della vita americana. Nel 1993 ha vinto il National Book Award con la raccolta di saggi United States: Essays 1952-1992. Amante dell’Italia, che ha sempre considerato una seconda patria, ha vissuto tra Los Angeles e Ravello, sulla costiera amalfitana. Del ciclo Narratives of Empire Fazi Editore ha già pubblicato L’età dell’oro (2017), Emma, 1876 (2018), Impero (2019), Burr (2022) e Hollywood (2025), e tra le molte opere dell’autore i romanzi Creazione (2016), Giuliano (2017) e La statua di sale (2018).


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