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Illustrazioni di Giuseppe Salvatori
Postfazione di Edoardo Albinati
Un capolavoro della letteratura italiana del Novecento arricchito dalle illustrazioni originali di uno dei più importanti artisti contemporanei.
Pubblicato per la prima volta nel 1917, Bestie è una raccolta di piccoli frammenti sul mondo animale visto nel suo rapporto con l’uomo. Sullo sfondo della Toscana rurale, l’autore esplora le inquietudini dell’età contemporanea attraverso una serie di quadri ispirati via via a situazioni diverse in cui la presenza delle bestie è costante e assume un valore fortemente simbolico. Lumache, formiche, vipere e gatti assistono come presenze mute ai momenti della vita quotidiana, mettendo in luce lo straniamento dell’essere umano di fronte alla propria esistenza e diventando allo stesso tempo un elemento determinante in grado di ridare un senso alla vita. Queste brevi prose fulminanti sono come squarci in cui l’amore per la natura e il più assoluto disincanto convivono assieme e dove l’istinto e la violenza dei protagonisti ci ricordano che, nonostante tutto, l’uomo possiede ancora una forte componente ferina, radicata oltre che ineludibile.
Un libro prezioso che, per l’attualità e l’incisività del suo messaggio, nella costante riflessione sulla caducità della vita umana, mantiene intatta la sua forza narrativa guadagnandosi a pieno titolo la statura di un classico. Un testo unico nel suo genere, di agile e intuitiva lettura, che, per la brevità e la profondità delle sue argomentazioni, si mostra particolarmente adatto alle nuove generazioni.
«Che punto sarebbe quello dove s’è fermato l’azzurro?
Lo sanno le allodole che prima vi si spaziano e poi vengono a buttarsi come pazze vicino a me?
Una mi ha proprio rasentato gli occhi, come se avesse avuto piacere d’impaurirsi così, fuggendo.
Che chiarità tranquille per queste campagne, che si mettono stese per stare più comode!
Che silenzii là dall’orizzonte e dentro di me!
La strada per tornare a Siena è là. Vado».
Nato a Siena, dopo un breve periodo passato a Firenze, si trasferì a Roma dove iniziò a collaborare con diversi giornali e riviste letterarie. Considerato oggi uno dei più importanti narratori del Novecento, ha conosciuto un successo soprattutto postumo grazie alla riscoperta delle sue opere avvenuta negli anni Sessanta. Maestro di scrittura, oltre a Bestie, ha pubblicato la cosiddetta “trilogia dell’inettitudine”: Con gli occhi chiusi, Tre croci e Il podere. È morto prematuramente nel 1920 a causa dell’influenza spagnola.


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