Kihachi (Takeshi Sakamoto) è un padre di mezza età che lavora alla giornata in un birrificio. Deve crescere da solo suo figlio Tomio (Tomio Aoki), facendo fronte alle difficoltà che la sua condizione economica gli crea; si tratta di un compito immane per lui, infantile e irresponsabile com'è. I due protagonisti vivono in periferia, vicino ad un ristorante gestito dalla signora Otome (Choko Iida) e insieme a loro c'è spesso Jiro (Den Obinata), collega e grande amico di Kihachi. Un giorno si presenta nel locale un'affascina ragazza, Harue (Nobuko Fujimi), disoccupata e in cerca di alloggio; Otome decide di accoglierla e assumerla come aiutante. La giovane attira da subito le attenzioni di Kihachi, che comincia a nutrire il desiderio di una relazione amorosa con lei. La notevole differenza di età non sembra essere un ostacolo per lui, come non gli pare un problema il fatto di avere un figlio a carico. Il suo desiderio, però, è destinato ad infrangersi. Ozu, regista dei sentimenti più semplici ma più profondi, riesce in questo film a riunire e descrivere tre delle relazioni fondamentali che legano fra loro gli individui: l'amore, l'amicizia e il rapporto padre-figlio... VD