Nato a Dublino alla fine dell’Ottocento in una famiglia fortemente cattolica, in età adulta frequenta lo University College della città conseguendo la laurea in
lingue moderne. Già negli anni della carriera universitaria, Joyce si dedica alla scrittura e partecipa a dibattiti pubblici sul teatro difendendo un altro autore a lui contemporaneo, Henrik Ibsen.
Qualche anno più tardi, Joyce va in auto-esilio con la compagna, Nora, allontanandosi dall’Irlanda per giungere dapprima a Zurigo e poi a
Trieste: è qui che Joyce conosce Italo Svevo ed Ezra Pound.
Le opere di Joyce che hanno avuto un’eco fortissima nella letteratura occidentale sono
Gente di Dublino, una raccolta di racconti in cui l’autore dipinge una città dove i personaggi sono succubi della vita religiosa e culturale,
Ritratto dell’artista da giovane, in cui Joyce ricorre al mito di Dedalo e Icaro per suggerire di allontanarsi dalla volontà paterna e intraprendere la propria strada,
Ulisse, un’opera colossale che assicura allo scrittore irlandese un posto di preminenza nel
Modernismo in letteratura, e in ultimo
Finnegans Wake altra opera dall’indiscussa importanza dal punto di vista stilistico e linguistico.