OGNUNO POTREBBE

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TRAMA
Perché la parola "io" è diventata un'ossessione? Perché fare spettacolo di ogni istante del proprio vivacchiare? Giulio non lo sopporta, e soprattutto non lo capisce. Si sente fuori posto e fuori tempo. Ma di questa sua estraneità non si compiace: sospetta di essere un "rompiballe stabile", come lo definisce la fidanzata Agnese. In un'imprecisata pianura che fu industriale e non è quasi più niente, Giulio si aggira in attesa che qualcosa accada. Per esempio che qualcuno gli spieghi a cosa servono, se non a perdersi meglio, le rotonde stradali; o che qualcuno compri il capannone di suo padre, che fu un grande ebanista. Una bottega un tempo florida e adesso silenziosa e immobile, come un grande orologio fermo. Scritto quasi solo al presente, come se passato e futuro fossero temporaneamente sospesi, "Ognuno potrebbe" è il rimuginare sconsolato e comico di un vero e proprio eroe dell'insofferenza. Un viaggio senza partenza e senza arrivo che tocca molte delle stazioni di una società in piena crisi. Nella quale la morte del lavoro e della sua potenza materiale ha lasciato una voragine che il narcisismo digitale non basta a riempire.
NOTE EDITORE
Giulio Maria, classico ragazzo spaesato, che sta un po' sulle sue, e Ricky, suo amico e anche suo opposto in quanto a carattere, il tipico ragazzo ottimista e sempre entusiasta. Poi c'è l'azienda di famiglia di Giulio Maria che sta vivendo un momento di stallo e che rappresenta in senso metaforico quella che è l'indole del ragazzo. Ognuno potrebbe si presenta come uno spunto di riflessione sulla vita, sull'immobilità che attanaglia e sul modo di uscirne.

PREFAZIONE
Dopo lo sdraiato adolescente, Michele Serra mette in scena il giovane spaesato condannato a vivere in un limbo sociale lugubramente immobile. Personaggio avvitato nella contemporaneità, il suo scettico Giulio Maria è potenzialmente il depositario di un gesto di ribellione che ci accomuna e ci riguarda. "Nelle fotografie mi si riconosce perché sono l'unico che non fa niente. Non saluto, non rido, non faccio smorfie, non agito le braccia, non mostro pollici o indici secondo la mimica manuale in uso, non mi protendo verso l'obiettivo, non abbraccio il vicino, non ammicco. Niente. Non mi viene da fare proprio niente. Sono nient'altro che me stesso in tutta la mia inerte normalità, in un istante casuale tra i tanti che compongono la mia vita."

AUTORE
Michele Serra è nato a Roma nel 1954. Prima inviato, poi corsivista e commentatore, dal 1997 scrive su "la Repubblica" e dal 2002 anche su "L'Espresso". Nel 1991 ha fondato "Cuore", settimanale satirico che ha diretto fino al 1994. Come autore, ha scritto testi teatrali per Antonio Albanese, Luca De Filippo, Beppe Grillo, Claudio Bisio, Milva, David Riondino e Andrea Brambilla. In televisione ha lavorato con Adriano Celentano, Gianni Morandi, Luciana Littizzetto e Fabio Fazio. Per Feltrinelli ha pubblicato due raccolte di poesie (Poetastro, 1993; Canzoni politiche, 2000), due romanzi (Il ragazzo mucca, 1997; Gli sdraiati, 2013) e due libri di racconti (Il nuovo che avanza, 1989; Cerimonie, 2002, vincitore del premio Procida).

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788807031618
  • Collana: I NARRATORI
  • Dimensioni: 221 x 17 x 141 mm
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 152


COMMENTI
04/03/2016 di marco.carini74 Strappa qualche sorriso poco convinto,pochi acuti … mi aspettavo qualcosa di più