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Libro
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NAZISTI IN FUGA
petacco arrigo
19,00 €
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TRAMA
Com'è stato possibile che tanti criminali nazisti siano fuggiti dall'Europa dopo la seconda guerra mondiale? La loro scomparsa ha alimentato le ipotesi più fantasiose, a partire dall'idea che lo stesso Hitler fosse scappato con un sommergibile rifugiandosi in Patagonia. Arrigo Petacco ricostruisce le reali vicende di questi terribili aguzzini attraverso un racconto ricco di sorprendenti e poco noti retroscena. La loro fuga, pianificata fin dalle ultime fasi del conflitto, fu favorita dalla guerra fredda che indusse le potenze occidentali a chiudere in fretta i conti con il passato. In un groviglio di inconfessabili interessi che coinvolgeva la Cia e il Vaticano, ebbero un ruolo centrale alti prelati come il "vescovo nero", l'austriaco Alois Hudal, già uomo di fiducia del Führer. Grazie a queste protezioni e a un'efficiente organizzazione clandestina denominata "Odessa", numerosi scherani del Reich, mimetizzati in un improbabile saio francescano, imboccarono un tortuoso percorso attraverso l'Italia, detto "Ratline", "via dei topi", o "via dei monasteri" perché ricevevano asilo nei conventi, per raggiungere Genova. Da lì, provvisti dalla Caritas di passaporti rilasciati dalla Croce Rossa, potevano agevolmente imbarcarsi verso destinazioni lontane. Molti trovarono ospitalità in Sudamerica, in particolare nella compiacente Argentina di Perón, ma anche i Paesi arabi, come la Siria, nel segno del comune odio antiebraico aprirono le porte ai macellai del nazismo.NOTE EDITORE
A volte ne trovano qualcuno ancora vivo, ma si tratta di pesci piccoli: un ex Untersturmführer (sottotenente) novantenne che è riuscito a scamparla, ma coloro che ricoprirono i gradi più alti nelle SS e riuscirono a evitare il capestro sono di certo tutti immeritatamente morti di vecchiaia nel loro letto. Qualcuno addirittura centenario, come il "boia delle Ardeatine". Con la morte di Erich Priebke, la caccia ai criminali nazisti condotta dagli agenti del Mossad israeliano e da Simon Wiesenthal può quindi dirsi conclusa. Arrigo Petacco ricostruisce la fuga dei principali criminali nazisti che trovarono scampo in Sudamerica o nei Paesi arabi, concentrandosi ovviamente sui personaggi più noti, come il dottor Mengele (l'Angelo della morte) o Eichmann, ma anche di personaggi meno noti come l'assistente di quest'ultimo, Brunner Alois, un "mezzosangue nazista" che creò la Judenpolizei (ebrei rinnegati che collaboravano coi nazi), o Franz Stangl, il comandante di Treblinka che camuffò il lager in una stazione ferroviaria. Quello che pochi lettori sanno è che proprio dal nostro paese partì il maggior numero di nazisti in fuga. Per semplice spirito cristiano, o per inconfessabili fi ni politici, la Santa Sede favorì infatti la fuga di molti criminali di guerra tedeschi, slavi, baltici e anche italiani, che percorsero la «via dei monasteri» che si snodava lungo un itinerario disseminato di abbazie e conventi in cui veniva offerto asilo ai fuggiaschi, fi nché la Caritas non forniva loro la documentazione necessaria per imbarcarsi a Genova. Fra intrighi spionistici, ricatti, tradimenti, via vai di navi ombra e persino di U-boot carichi di fuggiaschi e di tesori trafugati, un libro appassionante che racconta le operazioni a dir poco romanzesche della cattura dei più spietati criminali di guerra.AUTORE
ARRIGO PETACCO, storico e giornalista, è stato direttore della "Nazione" e di "Storia illustrata". Da Mondadori ha pubblicato, fra l'altro: L'armata scomparsa, La Croce e la Mezzaluna, ¡Viva la muerte!, L'ultima crociata, La strana guerra, Il regno del Nord, O Roma o morte, Quelli che dissero no, Eva e Claretta, A Mosca solo andata.ALTRE INFORMAZIONI
- Condizione: Nuovo
- ISBN: 9788804646532
- Collana: LE SCIE. NUOVA SERIE
- Formato: Rilegato
- Pagine Arabe: 179