• Genere: Libro
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Einaudi
  • Pubblicazione: 11/2014

LE CANZONI DELL'AGLIO

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DESCRIZIONE
Con preveggenza profetica e una scrittura come sospesa tra tragedia e ironia, Mo Yan racconta l'odissea di un uomo qualunque, in lotta contro uno Stato che schiaccia la propria gente. Un grido di vendetta contro la ferocia e l'ottusità del potere, per un romanzo che ha il passo grandioso dell'epica. "Dai campi soffiava il vento di giugno che faceva oscillare la fiamma della lampada nonostante il vetro protettivo, contro il quale verdi insetti volanti sbattevano producendo un lieve crepitio. Nessuno vi prestava attenzione, tranne Gao Ma. Le persone nella stanza, accucciate, sedute o in piedi, fissavano tutte il cieco Zhang Kou, seduto su uno sgabello dietro alla lampada. La luce dorata illuminava il suo viso scuro e magro, posando sui suoi zigomi alti uno strano strato di smalto colorato. Stasera devo assolutamente prenderle la mano! pensava Gao Ma emozionato, metre fresche onde di felicità invadevano il suo corpo. Con la coda dell'occhio guardava Jinju, la figlia di Fang Sishen, in piedi a tre passi da lui". Mo Yan, Premio Nobel per la Letteratura nel 2012, nasce nel 1955  da una famiglia numerosa di contadini poveri, a Gaomi, nella provincia dello Shandong. Nel febbraio del 1976 abbandona il paese natale per arruolarsi nell'esercito. Fa il soldato semplice, il caposquadra, l'istruttore, il segretari e lo scrittore. Nel 1997, congedatosi dall'esercito, inizia a lavorare per un giornale. Fra le sue numerose opere narrative, Einaudi ha finora pubblicato Sorgo rosso; L'uomo che allevava i gatti; Grande seno, fianchi larghi; Il supplizio del legno di sandalo; Le sei reincarnazioni di Ximen Nao e Le rane.
TRAMA
Nella provincia dello Shandong, in un luogo di fantasia chiamato ironicamente Tiantang, ossia Paradiso, i contadini si ribellano, prendono d'assalto la sede del distretto, irrompono negli uffici, lanciano dalla finestra i vasi di fiori e l'acquario che abbelliscono l'arredamento del capo, danno fuoco ai documenti, alle tende, ai mobili. L'esasperazione che li ha scatenati nasce dall'indifferenza e dagli abusi dei dirigenti del Partito che, dopo averli spinti a coltivare esclusivamente aglio a scapito di altre colture tradizionali, si mostrano poi incapaci di acquistarlo e, soprattutto, di trovare una soluzione per uscire dalla crisi che sia "dalla parte del popolo"; anzi, riattivano vecchi comportamenti di sfruttamento feudale. L'aglio che marcisce invenduto sotto i cocenti raggi del sole esala un tanfo di putrefazione che avvolge tutto il romanzo, come una grande metafora. Alla vicenda politica (realmente accaduta), si accompagna quella privata dell'infelice amore fra Gao Ma e Jinju, che è stata promessa in sposa a un uomo anziano e malato per permettere a suo fratello maggiore, che è zoppo, di trovare a sua volta una moglie. Gao Ma si ribella a questa usanza e non avendo ottenuto il sostegno delle autorità preposte a far rispettare la legge, che proibisce i matrimoni combinati, fugge insieme a Jinju per rifarsi una vita in un'altra provincia. A fare da cornice alla narrazione sono le canzoni del cieco Zhang Kou, il cantastorie locale...

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788806218546
  • Collana: SUPERCORALLI
  • Dimensioni: 220 x 24 x 145 mm
  • Formato: Rilegato
  • Pagine Arabe: 361
  • Traduttore: Masci M. R.