• Genere: Libro
  • Lingua: Italiano
  • Editore: Carocci
  • Pubblicazione: 02/2022

LA SCALA MUSICALE: UNA STORIA TRA MATEMATICA E FILOSOFIA

22,50 €
TRAMA
La melodia delle note Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si-Do, suonate di fila, è per noi così familiare che quasi pensiamo sia il modo con cui la musica necessariamente si esprime. Questa scala di suoni è invece il punto d'arrivo di una storia lunga più di duemila anni, che ha coinvolto musici, matematici e filosofi. La scoperta, attribuita a Pitagora, del legame tra le consonanze fondamentali e i rapporti tra i primi quattro numeri interi è stata giudicata dai Greci così sorprendente da indurli a inserire la musica tra le scienze matematiche, insieme all'aritmetica, alla geometria e all'astronomia (ciò che nel Medioevo verrà chiamato Quadrivio). L'interazione tra queste quattro discipline è stata continua. Molte scale musicali sono state costruite seguendo criteri puramente aritmetici, altre volte è prevalso l'aspetto geometrico, e alcuni rapporti tra note sono stati elevati fino agli astri, portando a una concezione del cosmo che ha raggiunto il Rinascimento: l'Armonia universale. Più vicino a noi, la ricerca di una scala che permettesse di ottenere accordi della massima consonanza è stata, da Cartesio e Galileo fino a Eulero, il banco di prova per una possibile spiegazione scientifica del mondo. Ma il prevalere di un singolo modello - la scala temperata - e una rigida divisione dei saperi hanno poi spinto ai margini questa lunga vicenda che parla di matematica ai musici e di musica ai matematici; per tale motivo, alla luce del rinnovato interesse per l'interazione tra discipline diverse, è utile conoscerla e insegnarla.

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788829012671
  • Collana: BIBLIOTECA DI TESTI E STUDI
  • Dimensioni: 226 x 15 x 153 mm
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 192


COMMENTI
21/03/2023 di msavoja molto interessante, leggibile anche a livelli diversi di competenza (io ad es. non ho le competenze matematiche per seguire ogni dettaglio, ma il discorso si segue lo stesso)