LA FRONTIERA

17,00 €
TRAMA
C'è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Leogrande ci porta a bordo delle navi dell'operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l'altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l'altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all'innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze. Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte nel futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse...
NOTE EDITORE
Il mondo in cui ci troviamo a vivere è solcato da una ferita aperta che meglio di ogni altra cosa lo descrive: è la soglia, il confine, la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, che si autorappresenta come democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, che rappresentiamo come povero, morso dalla guerra, poco civilizzato e antidemocratico. È propriamente su quella soglia, sul confine sottile di quella frontiera, che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Quella soglia è il mare, oppure si apre su confini territoriali spalancati o al contrario presidiati. Noi italiani frequentiamo quotidianamente quella frontiera, perché ne siamo parte, è parte della nostra essenza geografica e culturale, ed è quindi sulla nostra pelle che il mondo gioca le sue carte. Leogrande dà voce a questi territori inesplorati, a queste terre di nessuno o di tutti, attraverso cui avvengono le migrazioni e si consuma l'epica dei nostri giorni: lì si combatte per vivere o per morire. E così Leogrande sale a bordo delle navi dell'operazione Mare Nostrum e pesca le parole dal luogo in cui stanno incastrate e nascoste, i fondali marini, per narrare ciò che di parole non ne ha. Attraverso vite di trafficanti e baby- scafisti, storie di profughi e di sopravvissuti ai naufragi del Mare di mezzo; attraverso la narrazione in presa diretta delle stragi di Lampedusa; attraverso il racconto dell'altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso; attraverso la narrazione dello scoppio della Libia in mille pezzi, dei Cie italiani, della violenza della periferia romana, Leogrande dà parola all'innominabile buco nero in cui sprofondano quotidianamente il diritto comunitario e le nostre coscienze. A legare tutto è Saleh, il curdo iracheno anti-Saddam e anti-Isis, che ricompare dal nulla della sua esistenza da emarginato per diventare complice e traghettatore.

PREFAZIONE
Alla maniera dei grandi reportage narrativi, da Terrore dal mare di Langewiesche fino a ZeroZeroZero di Saviano, Leogrande indaga con penna da vero scrittore la ferita che racconta il mondo contemporaneo: ciò che c'è al confine tra Sud e Nord del mondo.

AUTORE
Alessandro Leogrande è nato a Taranto nel 1977. È vicedirettore del mensile "Lo straniero" e collabora con molte testate giornalistiche su temi di migrazioni, nuove mafie e cultura. Ha pubblicato molti libri, tra cui Uomini e caporali e Il naufragio.

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788807031656
  • Collana: I NARRATORI
  • Dimensioni: 221 x 25 x 139 mm
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 315