IL DANDY E IL BLU

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NOTE LIBRAIO
Brossura con alette. Si dice che, nei primi decenni del secolo scorso, gli elegantissimi di tutta Europa si facessero confezionare, lavare, stirare le proprie camicie solo in Inghilterra. Ne spedivano bauli di sporche e ritiravano di immacolate. Probabilmente ignoravano cosa fosse un drosometro e cosa significasse la scienza della drosometria ma a loro non importava: sapevano che, una volta lavate, le camicie venivano esposte, per un’intera notte, ai miracoli dei lawns e su queste operava l’abbondante rugiada per poi passare, una volta asciutte, alla perfetta stiratura sotto l’azione di mani sapienti, ferme e sicure. Quando furono meno stupidi (o meno ricchi) - nonostante piacesse loro essere circondati da un’aura di solidità economica e di raffinato esotismo - capirono che si poteva realizzare in patria ciò che avveniva in Inghilterra, e cambiarono usanza. I dandies di un tempo erano esigenti e toccati dalla visionarietà. Ma credevano. Il loro archetipo, primus inter pares, fu George Bryan Brummell (1778-1840), che amò spasmodicamente un solo colore: il blu. Che cosa ci trovasse in questo colore nessuno la sa, ma si può intuirlo: l’equilibrio e l’armonia che ricercava con tutte le sue forze si radunavano e annullavano reciprocamente nell’istante del blu. Consapevole che moltissimi autori mi hanno preceduto, inserendo nei titoli dei loro libri la parola ‘blu’, non potevo levare al dandy il suo imprescindibile complemento vestimentario, il suo alter ego cromatico, così ho dovuto sottostare alle leggi della necessità e dell’evidenza. Dall’elenco infinito mi limiterò a ricordarne tre autorevoli: Blu. Storia di un colore di Michel Pastoreau, I fiori blu di Raymond Queneau, Libro blu e Libro marrone di Ludwig Wittgenstein e due curiosi: L’Ingegnere in blu di Alberto Arbasino, La setta dei libri blu di Gordon Dahlquist. Concisamente: gli egizi considerarono il blu un portafortuna per l’aldilà, babilonesi, greci e romani ne fecero, invece, un uso moderato, svariato, confondendo spesso lapislazzuli, turchese e zaffiro.<br />A promuovere il blu, ignorato per decine di secoli in Occidente, fu, nel XII e XIII secolo, la Chiesa; d’un colpo i cieli dei soggetti religiosi diventarono azzurri, la Vergine, che abita il cielo, fu vestita d’un manto azzurro. La Chiesa inaugurò il blu. Il costume cambiò; ora era il colore ufficiale che bandiva il profano.

ALTRE INFORMAZIONI
  • Condizione: Nuovo
  • ISBN: 9788862490283
  • Formato: Brossura
  • Pagine Arabe: 304